Selinunte

In mezzo ai rovi e al prezzemolo selvatico si respira una magica atmosfera osservando le colonne e gli enormi blocchi di pietra , che si elevano a testimonianza dell’antico splendore che le varie distruzioni da battaglie e terremoti hanno portato nel dimenticatoio per secoli, ma che adesso si rilanciano in una nuova cornice di riordino storico. Molte colonne sono state recentemente rialzate per far sorgere i templi dagli enormi cumuli di massi; probabilmente la caduta delle maggior parte delle colonne è stato determinato dal terribile terremoto del 500 d.C. Al principio del 1800 il console inglese a Palermo fece iniziare gli scavi, continuati poi da bravi archeologi inglesi, tedeschi e italiani e dalla Soprintendenza ai Monumenti, concentrati principalmente nella zona dell’Acropoli, dove si sono indirizzate la maggior delle ricerche e dei restauri. I templi rappresentano l’ossatura portante dei ritrovamenti e con loro le splendidi metope, oggi esposte al Museo Regionale di Palermo. I templi si ergono nella varietà di stili che vanno dall’arcaico al classico, e insieme a loro si è ridata luce ad importanti opere di ingegneria, urbanistica e di bonifica; queste ultime dovute allo scienziato e filosofo Empedocle di Agrigento. Fuori dall’Acropoli si trovano gli antichi e interessanti resti del Santuario della Malophoros, dedicato a Demetra, dea della fertilità e prediletta dalla maggioranza contadina dell’ isola. Molto del materiale rinvenuto è conservato a Palermo presso il Museo Archeologico: si tratta in gran parte di statuette femminili.


..: Segnalato Su :..